Pioneers della ricerca in FBK per affrontare le sfide della transizione energetica

11 Settembre 2026

Dalla settimana di lavoro che ha coinvolto tredici studenti e studentesse di università italiane e internazionali sono emerse tre soluzioni di ricerca per affrontare il percorso da qui al 2050: la scelta vincente è l’approccio combinato tra sviluppare tecnologie per l’industria europea e risolvere con queste le sfide della transizione energetica.

Venerdì 11 settembre – Tre proposte, sviluppate da altrettanti gruppi di lavoro, per rispondere a una delle importanti sfide della transizione energetica, quella verso le “zero emissioni”, scelta dagli organizzatori: sono i risultati di Pioneers, la Summer School di FBK che per una settimana ha coinvolto tredici studenti e studentesse provenienti da università italiane e internazionali, portandoli all’interno dei laboratori della Fondazione Bruno Kessler a lavorare fianco a fianco con ricercatori e ricercatrici come dei veri pionieri della ricerca.

Pioneers non è stata una settimana per dire ai ragazzi e alle ragazze quale sarà la tecnologia vincente del futuro, ma per far sperimentare loro come si costruisce una risposta scientifica a problemi complessi”, ha commentato nella giornata di chiusura Luigi Crema, direttore del Centro Sustainable Energy. “Sono partiti dai materiali e dal laboratorio, hanno lavorato su batterie, idrogeno e sistemi energetici e sono arrivati a confrontarsi sulle scelte che potranno determinare il sistema energetico di domani. Se c’è un messaggio che vorremmo ogni partecipante portasse con sé è che la ricerca non significa soltanto trovare risposte: significa imparare a fare le domande giuste, mettere insieme competenze diverse e trasformare conoscenza in impatto. ”.

Un’intera sessione, quella finale, è stata dedicata al confronto e al gaming durante la quale i/le partecipanti hanno discusso in maniera partecipativa le soluzioni per affrontare la sfida delle emissioni zero da qui al 2050. A ottenere il riconoscimento finale è stato il gruppo “Bet-Zero” con una soluzione basata sulla combinazione tra solare e nucleare di quarta generazione con l’obiettivo di integrare queste tecnologie complementari con la produzione di idrogeno verde. La valutazione positiva ha tenuto conto anche della visione strategica di una politica di investimento basata sulla sinergia tra ricerca e industria e sulla appropriata identificazione delle azioni rispetto ai tempi di sviluppo e implementazione.

Negli altri due scenari, il gruppo “Enfialomeno Nero” ha proposto un piano di lavoro e ricerca per generare energia pulita attraverso idroelettrico, idrogeno verde e bio massa, da utilizzare per l’industria e in pompe di calore per uso civile. Mentre il gruppo “Pardis”, ha elaborato una serie di incentivi per andare verso un utilizzo sempre maggiore e consapevole di energia nucleare sostenibile con particolare attenzione alla criticità dei materiali e combinato con altre soluzioni quali la produzione di idrogeno.

Durante l’intera settimana, i “pioneers” hanno avuto modo di conoscere diversi laboratori della Fondazione Bruno Kessler in un percorso di formazione e avvicinamento alla ricerca dai fondamentali: “Abbiamo aperto le porte del laboratorio cluster del Centro Sustainable Energy, dove studiamo i materiali avanzati e dove i/le partecipanti hanno potuto vedere da vicino strumentazioni molto avanzate per la sintesi di materiali innovativi, nanostrutturati, con la fase della loro caratterizzazione dal punto di vista chimico fisico”, ha spiegato Gloria Gottardi, responsabile del laboratorio Cluster di FBK. “Spero che siamo riusciti a stimolare la curiosità di tutti e magari anche la voglia di raggiungerci per una tesi in Fondazione Bruno Kessler”.

Grande l’entusiasmo da parte dei e delle partecipanti, molto motivati e curiosi di approfondire il percorso che dalla ricerca porta all’impatto: “Ho scelto di partecipare al programma Pioneers di FBK perché voglio approfondire le mie conoscenze sull’idrogeno, sulla sostenibilità e sul futuro dell’energia”, ha affermato Antrea Iasonos, studentessa dell’Università tecnica nazionale di Atene.Vorrei acquisire più esperienza pratica in laboratorio e, avendo già svolto alcune attività di ricerca sull’idrogeno, mi piacerebbe approfondire ulteriormente questo ambito e capire in che modo queste tecnologie possano contribuire a migliorare l’ambiente, il settore energetico e, più in generale, il nostro futuro”.