L’eredità di Aldo Moro nella storia della Repubblica
Seguirà la tavola rotonda “L’eredità di Aldo Moro nella storia della Repubblica”, con la partecipazione di Marta Cartabia (Università Bocconi di Milano), Giovanni Mario Ceci (Università Roma Tre), Antonella Meniconi (Sapienza Università di Roma), Leopoldo Nuti (Università Roma Tre) e Paolo Pombeni (Università di Bologna), moderati da Lina Palmerini.
L’Università di Bologna, che ospita e ha guidato lo sviluppo dell’infrastruttura tecnologica disponibile attraverso il portale istituzionale Aldo Moro Digitale, si conferma come centro di eccellenza delle Digital Humanities del Paese.
L’edizione digitale è stata sviluppata all’interno di AlmaDL – settore dell’Area Patrimonio Culturale dedicato alla gestione, disseminazione, promozione e conservazione delle collezioni digitali prodotte dall’Ateneo, nel rispetto degli standard e delle migliori pratiche internazionali. Gli aspetti tecnico-scientifici del progetto sono stati affidati al Digital Humanities Advanced Research Centre (DH.arc) dell’Università di Bologna, diretto dalla professoressa Francesca Tomasi, con la collaborazione del gruppo di Digital Humanities della Fondazione Bruno Kessler di Trento.
“Realizzare un’edizione digitale non significa semplicemente trasferire sul web testi che avrebbero potuto essere pubblicati su carta, – spiega la prof.ssa Francesca Tomasi – ma anche progettare un ambiente nel quale quei testi possano essere letti, studiati, interrogati e messi in relazione fra loro e con il contesto storico, politico e culturale nel quale furono prodotti”.
Si tratta di un patrimonio documentale accessibile a tutte e a tutti, per mezzo di una infrastruttura web pensata per esplorare e valorizzare l’intero corpus documentale dello statista, integrando l’apparato interpretativo e storico-critico dei curatori e dei ricercatori dell’Edizione Nazionale con avanzate funzionalità di ricerca e navigazione.
La piattaforma permette di orientarsi all’interno del vasto corpus attraverso indici dedicati a persone, luoghi, organizzazioni e riferimenti bibliografici, consentendo di ricostruire relazioni, contesti istituzionali, spazi geografici e fonti culturali che attraversano gli scritti di Moro. La consultazione può inoltre essere affinata attraverso filtri relativi alle tipologie documentarie, ai diversi ruoli ricoperti da Moro nel corso del tempo e alle tematiche affrontate nei suoi scritti.
L’Alma Mater, inoltre, ha il compito di assicurare la continuità operativa del sito web dell’Edizione digitale, la conservazione del dataset dell’Edizione Nazionale e il deposito presso il servizio Magazzini Digitali curato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, mentre le due università nelle quali Moro fu studente e professore, l’Università di Bari “Aldo Moro” e la Sapienza Università di Roma, assicureranno la conservazione di una copia del dataset dell’Edizione Nazionale nei propri sistemi istituzionali.
Il percorso dell’Edizione Nazionale delle Opere di Aldo Moro era iniziato pubblicamente nel 2021 al Quirinale, con la presentazione del primo tomo, dedicato agli Anni giovanili (1932-1946). Da allora, il lavoro di ricercatrici e ricercatori ha portato alla consultazione e allo studio di archivi in tutta Italia, restituendo la complessità di una figura che ha attraversato alcuni dei passaggi centrali della storia della Repubblica: dalle riforme sociali all’apertura al centro-sinistra, fino al delicato dialogo della solidarietà nazionale.
Con la conclusione del progetto, l’Università di Bologna e i partner scientifici consegnano a studentesse e studenti, storici e cittadini uno strumento formidabile per comprendere non solo l’uomo Moro, ma le radici stesse della nostra democrazia e della Carta Costituzionale.
La cerimonia alla Camera dei Deputati segna la fine del cantiere filologico, ma apre una nuova stagione di studi in cui la memoria storica si fa digitale, trasparente e universale.
“La prospettiva delle Digital Humanities – continua la prof.ssa Tomasi -ci consente, in definitiva, di tenere insieme il rigore della ricerca filologica e storica, la formalizzazione della conoscenza e la piena accessibilità dei risultati. L’ambizione dell’Edizione digitale non è soltanto di conservare e di pubblicare le parole di Aldo Moro, ma di creare le condizioni perché da esse possano emergere relazioni, significati e conoscenze finora rimasti latenti”.