L’arte di farci arrabbiare

Elisa Leonardelli, ricercatrice FBK, interviene in una sessione dedicata a scuole e docenti nell’ambito del Festival Educa Immagine 2026 per parlare di rage bait – parola dell’anno 2025 – e dei meccanismi con cui contenuti provocatori ed estremi sui social generano attenzione, indignazione e interazioni. Solo su prenotazione.

Rovereto Teatro Zandonai

Corso Bettini 78, Rovereto

Molti contenuti che si trovano online non sono pensati per informare e neanche più solo per farci cliccare: sempre più spesso sono costruiti per farci arrabbiare. È il meccanismo del rage bait – parola dell’anno 2025 secondo l’Oxford dictionary – ossia usare contenuti provocatori, opinioni estreme e situazioni assurde per attirare attenzione sui social, sfruttando indignazione e rabbia per ottenere visualizzazioni e interazioni. È adottato da creator, aziende e istituzioni per aumentare visibilità e monetizzazione. Se da un lato garantisce visibilità, dall’altro lato polarizza il dibattito, alimenta conflitti artificiali e manipola le emozioni degli utenti. Come riconoscerlo? Quali effetti ha sulle conversazioni online? E come sviluppare consapevolezza per non alimentarlo?

Iscrizione obbligatoria via email: [email protected]

 

Simone Fontana
Giornalista, responsabile editoriale di Facta e curatore della newsletter A Fuoco. Si occupa di questioni sociali legate alla crisi climatica, di politica, di estremismi e di comunità online. I suoi lavori sono stati pubblicati in Italia e all’estero su testate come La Repubblica, L’Espresso, Domani, Wired, Rolling Stone, Green European Journal e The Daily Dot.

Elisa Leonardelli
Ricercatrice nel gruppo Digital Humanities della Fondazione Bruno Kessler. Utilizza tecniche di intelligenza artificiale ed elaborazione automatica del linguaggio per analizzare grandi quantità di dati testuali provenienti dai social network. La sua ricerca si concentra su come emozioni, conflitti e linguaggi ostili si diffondono nelle conversazioni online. Negli ultimi anni si è occupata in particolare di odio online, polarizzazione e delle dinamiche comunicative che alimentano l’engagement sulle piattaforme digitali. Il suo lavoro unisce metodi computazionali e prospettive delle scienze sociali per comprendere meglio l’impatto dei social media sul dibattito pubblico.

Caterina Moser
Laureata in Scienze della Comunicazione a Verona e in Comunicazione e Culture dei Media a Torino, attualmente è la responsabile della comunicazione e referente del Progetto Ambasciatori della Fondazione Antonio Megalizzi. Per 5 anni ha collaborato come redattrice e speaker della redazione di Europhonica, il format delle radio universitarie italiane che racconta l’Europa. Negli anni ha collaborato con radio locali e web radio. Ha curato podcast come Next Generation per Rai Radio 1. Ha moderato appuntamenti musicali e culturali dal vivo e nell’etere con artisti, esperti e musicisti.

 


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