Polo Idrogeno e Batterie in Trentino: un ecosistema europeo per la transizione energetica
Perché nasce
Il Polo Idrogeno e Batterie del Trentino nasce da una scelta strategica della Provincia autonoma di Trento per costruire un ecosistema integrato di ricerca e industria, allineato agli obiettivi europei di decarbonizzazione. L’idrogeno è infatti uno dei vettori chiave individuati dal Piano Energetico Ambientale Provinciale (PEAP 2030) per guidare la transizione energetica del territorio.
Il progetto traduce questa visione in infrastruttura concreta: da un lato il rafforzamento del Centro Sustainable Energy di FBK come piattaforma di ricerca avanzata, dall’altro la creazione di un sistema industriale che coinvolge imprese, incubatori e strumenti finanziari. Pur essendo un territorio di dimensioni contenute, il Trentino si muove in una dimensione internazionale: contribuisce alla definizione delle politiche europee sull’idrogeno e allo stesso tempo intercetta risorse e opportunità strategiche, posizionandosi come laboratorio di innovazione energetica.
Il ruolo di FBK
All’interno di questo ecosistema, FBK non è solo un centro di ricerca, ma una vera piattaforma industriale avanzata. Le nuove facility del Centro Sustainable Energy – circa 20.000 mq – sono realizzate grazie ai programmi europei IPCEI Hy2Tech ed EuBatIn, insieme a fondi provinciali, per un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro.
La struttura è concepita come un “one stop shop”: dalla scoperta di nuovi materiali fino alla validazione su scala industriale. FBK è infatti in grado di testare tecnologie per idrogeno e batterie fino alla scala dei megawatt, una capacità rara in Europa e unica in Italia. Il modello operativo è orientato allo sviluppo industriale: accanto ai progetti di ricerca, FBK lavora su commesse con le imprese, accompagnando le tecnologie fino alla validazione e riducendo il rischio per il mercato.
A rafforzare questo posizionamento contribuiscono il riconoscimento internazionale – con premi e leadership in organismi europei come Hydrogen Europe Research – e il coinvolgimento nei principali programmi strategici sulla filiera dell’idrogeno.
Un ecosistema industriale concreto
Il Polo è già oggi una realtà fatta di attori complementari: SolydEra, Tormene, GES (batterie a flusso), UFI Hydrogen e nuovi insediamenti previsti a Progetto Manifattura. Accanto alle imprese, operano strumenti di sistema come Trentino Sviluppo, i programmi Proof of Concept di FBK, la Start-up Facility e il fondo Aster. Il risultato è un modello in cui politiche pubbliche, ricerca e capitale privato lavorano in sinergia, creando condizioni favorevoli alla crescita industriale.
Un esempio emblematico è la collaborazione tra FBK e UFI Hydrogen, coinvolte in IPCEI complementari (Hy2Tech e Hy2Move): un’alleanza strutturale che integra ricerca, sviluppo e industrializzazione lungo tutta la filiera, dalla tecnologia al mercato, includendo anche la formazione avanzata.
In Trentino prende forma un modello europeo di innovazione energetica: un ecosistema completo, dove ricerca, industria e istituzioni lavorano insieme per accelerare la transizione verso un’economia decarbonizzata. Un laboratorio reale in cui si costruisce la filiera dell’idrogeno del futuro.
Spokesperson – Luigi Crema
Direttore del Centro Sustainable Energy di FBK, Luigi Crema è fisico ed esperto di transizione energetica, con oltre vent’anni di esperienza tra ricerca e industria. Si occupa dello sviluppo di soluzioni tecnologiche legate all’idrogeno e alle batterie, con un forte orientamento alla loro applicazione concreta e al trasferimento verso il mercato. È vicepresidente dell’Associazione Italiana dell’Idrogeno e Vice Presidente di Hydrogen Europe Research, nell’ambito della Clean Hydrogen Partnership europea. Il suo profilo rappresenta la sintesi tra visione scientifica e capacità di trasformare l’innovazione in valore economico.