Lectio Degasperiana 2018

La Lectio 2018 racconterà da punti di vista complementari quale fosse l’idea dello statista trentino sul popolo e sulla democrazia e in che modo si possa fare oggi tesoro del suo insegnamento in una fase politica di radicale trasformazione

Date evento

18/08
Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, Via Alcide Degasperi, 1, Pieve Tesino
18/08/2018
17:00

Fondazione Trentina Alcide De Gasperi

Via Alcide Degasperi, 1, Pieve Tesino

De Gasperi e il popolo“, con Angelo Panebianco e Paolo Pombeni

Per la quindicesima edizione della Lectio degasperiana, la Fondazione De Gasperi continua il suo percorso di rivisitazione della grande storia europea chiedendo a due autorevoli ospiti di riflettere sull’idea che De Gasperi aveva del popolo e sul ruolo dei partiti nella costruzione di una democrazia solida ed efficace.

L’incontro si tiene nell’anno delle elezioni politiche nazionali che hanno visto emergere, dopo una lunga e complessa trattativa, una maggioranza politica inedita per la storia italiana, chiaramente orientata ad un programma che molti commentatori definiscono, forse troppo frettolosamente, populista.

Con la scelta di un tema così attuale, la Fondazione intende contribuire ad una riflessione politica e storica che non può ridursi a slogans. L’idea che De Gasperi aveva del popolo è molto diversa da quella che oggi si crede sia alla base della protesta populista contro le istituzioni e il mercato. Come molti degli statisti formatisi nella prima metà del Novecento, De Gasperi usava la parola «popolo» in una pluralità di significati che la rendeva estremamente ricca, ma, in quanto cattolico e liberale, anche sempre distante da ogni retorica rivoluzionaria o demagogica. Per De Gasperi il popolo era una realtà profondamente ancorata ai valori di una tradizione civile e spirituale di lunga durata e come tale andava certamente rispettato, ma guidato verso una assunzione collettiva di responsabilità che ne valorizzasse la concreta capacità di realizzarsi nel senso del dovere e nella solidarietà. Tutte le forzature o le semplificazioni politiche tradiscono il popolo, il quale non è una realtà se non quando trova la possibilità di esprimersi non come un tutto materiale, ma come sintesi “politica» di una storia e di una geografia. I confini di un popolo non sono le frontiere, ma le istituzioni che si è dato ed è per questo che la crisi politica dell’Italia, uno dei paesi fondatori dell’Europa politica, ha una grande importanza per l’intero continente europeo.

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