Parole che proteggono: come l’Intelligenza Artificiale può combattere l’odio e la disinformazione online
Se negli ultimi anni l’intelligenza artificiale e la robotica sono uscite dagli ambiti specialistici per diventare patrimonio diffuso, oggi l’attenzione si sposta: non più solo su ciò che queste tecnologie possono fare, ma sui loro limiti, sulle loro direzioni, sulle conseguenze del loro sviluppo.
Allo stesso tempo, torna centrale l’indagine sulle capacità umane. Un confronto sempre più serrato prende forma tra intelligenza naturale, artificiale e le loro possibili combinazioni, aprendo scenari inediti e ancora instabili.
Ma mentre l’intelligenza umana evolve lentamente, rimanendo ancorata alla sua natura complessa e imprevedibile, quella artificiale si sviluppa secondo traiettorie sempre più definite da interessi economici e politici. Poche grandi aziende e alcune potenze globali — spesso autoritarie — stanno contribuendo ad orientarne struttura, finalità e limiti.
In questo slittamento si gioca una trasformazione profonda. Non solo cambieranno le capacità operative dell’essere umano, ma anche i suoi riferimenti culturali, i valori e i principi etici che ne guidano le scelte.
Il rischio è quello di un futuro in cui lo spazio per il pensiero critico, per l’iniziativa autonoma e per la libertà individuale si restringe progressivamente, mentre si affermano sistemi di intelligenza artificiale sempre più eterodiretti.
Una trasformazione silenziosa, ma radicale, che ci obbliga a ridefinire cosa significa essere umani.
Quando gli algoritmi ci studiano: Quattro interventi raccontano cosa succede quando gli algoritmi ci osservano, ci interpretano e orientano le nostre scelte.
🔹 Paola Velardi (CNR-ISTC) mostra, attraverso alcune storie esemplari, come la profilazione possa aiutarci, personalizzando cure ed esperienze, oppure manipolarci, sfruttando le nostre vulnerabilità.
🔹 Antonio Lieto (Università di Salerno) spiega il nudging algoritmico: come i sistemi di raccomandazione usano le scorciatoie del nostro modo di ragionare per orientare ciò che guardiamo, compriamo e leggiamo.
🔹 Marco Guerini (Fondazione Bruno Kessler) presenta la contronarrazione: come l’IA può aiutarci a rispondere all’odio, al bullismo e alla disinformazione online con argomenti empatici ed efficaci.
🔹 Marcello Esposito (Università di Foggia) fa il punto sui benefici e sui rischi dell’IA per i consumatori, e sugli strumenti per difendere i propri diritti digitali.